Il progetto ha come obiettivi principali di:

  • tutelare la salute della popolazione dell’area di Sangha e della falesia di Bandiagara (circa sessantamila persone) che vive di economia di sussistenza, condizionata dall’andamento delle pioggie e dalla quasi mono alimentazione, aggravata, negli ultimi anni, dall’instabilità politica e dall’insorgenza armata che causa vittime soprattutto in questa regione;
  • mettere l’ospedale in condizione di accogliere e far fronte alle urgenze chirurgiche, diagnostiche e di cura che afferiscono dagli altri piccoli Centri di Salute della zona, oltre che da tutta la Regione di Mopti e dai Paese limitrofci (Bukina Faso e Niger);

il progetto nasce dalla richiesta delle autorità della comunità di Sangha, del Presidente dell’Associazione di Salute Comunitaria (ASACO) Mr. Moussa B. Dolo, del direttore tecnico dell’ospedale Dott. Abba Dicko.

LE MOTIVAZIONI DEL PROGETTO

1) Il bacino di utenze

Nel 2022 la zona sanitaria di Sangha, che afferisce all’ospedale, registrava una popolazione di 60.000 abitanti. L’area è suddivisa in cinque aree sanitarie che fanno capo ai comuni di: Sangha, Kamba, Ibi, Ireli e Yendouma. All’ospedale di Sangha afferiscono anche i pazienti dei villaggi dell’intera regione dogon distribuiti sulla pianura, sull’altopiano e la grande falesia di Bandiagara, parete di roccia rossa che taglia il sub Sahara per circa 250 chilometri.  Gli utenti arrivano anche da villaggi della Regione di Mopti, perchè l’ospedale si è guadagnato, negli anni, la fama di un ottimo ospedale con un bassissimo tasso di mortalità.   Nell’area circostante vi sono otto piccoli centri di salute (CSCOM), non attrezzati per urgenze, interventi chirurgici, esami diagnostici. Tutte le urgenze del circondario che richiedono queste cure afferiscono alla struttura di Sangha.  Gli unici ospedali relativamente vicini si trovano a Bandiagara, capoluogo di regione, a circa 45 chilometri di pista (impraticabile nella stagione delle piogge, da maggio a ottobre) e a Mopti a 120 chilometri (di percorsi disagevoli). La assoluta mancanza di risorse economiche della popolazione rende gli spostamenti quasi impossibili (ricordiamo che in Mali il ticket di ingresso, una diaria giornaliera e i farmaci sono a carico del paziente così come il carburante per l’autoambulanza).   Negli ultimi anni, inoltre, l’emergenza delle scorrerie armate e del banditismo nella regione e lungo la strada che conduce a Bandiagara e a Mopti rende pericolosi gli spostamenti.  Va tenuto presente che l’ospedale di Sangha è uno dei pochi ospedali maliani che offre un servizio di ragiologia (8xmille Tavola Valdese 2020) e un laboratorio analisi.   Gli interventi previsti dal progetto sono necessari all’ospedale per la tutela della salute di un bacino di oltre sessantamila persone. Aumentarne e potenziarne le risorse significa, poter accogliere almeno cinquemila pazienti in più all’anno per consulenze mediche, interventi chirurgici ed indagini diagnostiche.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

La costruzione del nuovo blocco ospedaliero per le urgenze.

La creazione di un nuovo blocco ospedaliero dedicato alle urgenze mediche, chirurgiche e diagnostiche risponde alle crescenti esigenze di prestazioni sanitarie che l’attuale struttura non è in grado di espletare.  Come anzi detto, l’ospedale è l’unico  punto effettivo e in pratica l’unica struttura in grado di accogliere realmente le urgenze di tutta la regione e delle aree limitrofe.  Attualmente l’ospedale si avvale dell’opera di tre medici, un’équipe di ostetriche (matrones), infermieri, un tecnico radiologo, quindici stagisti fra infermieri e operatori sanitari e quindici stagiste ostetriche.  I tre medici che collaborano  da anni tra di loro, appartengono a tre etnie differenti: peul, dogon e bambara.  L’ospedale è testimonianza della possibile convivenza tra etnie che caratterizza da secoli la cultura e la tradizione della civiltà del Mali.   Il blocco ospedaliero si svilupperà su una superficie di circa 270 mq. e prevede la costruzione di:

  • 1 sala operatoria, dedicata specificamente alla chirurgia di urgenze (traumatologia, ferite da guerra, ustioni, ecc) mentre quelle già in uso è riservata ai trattamenti chirurgici programmabili (degenti, ostetricia, pediatria, urologia, ecc.).
  • 1 ufficio e sala di accettazione pazienti
  • 2 ambulatori per le visite mediche:  gli ambulatori verranno dotati di lettini e strumentazione;
  • 2 stanze per i medici:  si tratta di spazi dedicati al personale medici ed infermieristico per attività e consulenze:
  • 1 ambulatorio per le medicazioni: per lesioni che afferiscono all’ospedale e non necessitano di intervento chirurgico e di degenza;
  • 1 stanza per l’installazione dell’apparecchio per radiografie: la stanza sarà costruita ed attrezzata per operare in sicurezza e minimizzare il rischio dei raggi diffusi:
  • 1 sala per la sterilizzazione e 1 stanza per il cambio abiti del personale che entra in sala operatoria: questi spazi si rendono necessari per lo svolgimento dell’attività chirurgica:
  • 1 bagno
  • le entrate previste sono due entrambe prevedono un porticato come gli altri blocchi dell’ospedale.

IL PROGETTO È STATO FINANZIATO CON IL CONTRIBUTO OPM TAVOLA VALDESE